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La ricetta dal mondo veg

Involtini di verza

Ingredienti. 28 foglie di verza grandi, 320 g di riso, 80 g di funghi secchi, 100 g di piselli già cotti, 1 scalogno, 600 ml di brodo vegetale, 40 g di Parmigiano Reggiano, olio extravergine di oliva, sale e pepe.

Preparazione. Mettere ad ammollare i funghi per 20 minuti,. Staccate le foglie esterne della verza, lavate e sbollentate per 5 minuti, scalate e tenete da parte. Rosolate lo scalogno con l'olio, aggiungete i funghi, aggiungete il riso,. Dopo averlo fatto tostare, aggiungete il brodo un po' alla volta, aspettando che si sia assorbito prima di aggiungerne altro. A fine cottura spegnete e aggiungete i piselli e il Parmigiano. Aggiustate di sale e pepe. Prendete le foglie di verza e dividetele a metà. Mettete il composto e arrotolate cercando di chiudere i bordi. Disponete gli involtini in una teglia rivestita di carta da forno. aggiungete un filo d'olio e cuocete per 15 minuti in forno a 180°.

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E' nato l'hamburger vegano

che inganna i carnivori

Negli Stati Uniti è stato creato un nuovo panino messo a punto in California, all’Università di Stanford. 
Non ha ingredienti di origine animale, ma riproduce perfettamente tutto il corredo sensoriale di una vera polpetta. Dal punto di vista nutrizionale ha pregi, ma anche svantaggi.
L’obiettivo di Pat Brown, il biochimico dell’Università di Stanford che nel 2011 ha fondato la startup da cui è nato il “burger veg”, era creare un prodotto che avesse tutte le caratteristiche della carne vera, dal sapore al profumo, dalla consistenza in bocca allo sfrigolio quando lo si cuoce.
Ci sono voluti però cinque anni per riuscirci, durante i quali i neuroscienziati hanno stabilito per esempio l’esatto bouquet di aromi che emana il panino e la sua precisa consistenza sotto i denti: l’esperienza deve essere identica, ingannare perfettamente il cervello attraverso tutti i sensi. 
L’ingrediente fondamentale è l’eme, un composto organico che contiene ferro e veicola l’ossigeno. È molto abbondante nei muscoli, dove è trasportato dalla mioglobina. Le piante, specie i legumi, contengono eme identico a quello animale e la proteina che lo trasporta è la leghemoglobina.
Per provarlo dovete andare negli Stati Uniti o a Hong Kong: per il momento le polpette vegetali di nuova generazione le troverete solo al ristorante o nei supermercati Usa. Il prezzo del panino vegano non è proibitivo come quello della carne sintetica, ma del tutto simile a quello di polpette di carne vera: si può assaggiare con poco più di 10 dollari.

Agosto 2018

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Un milione di italiani ha detto addio

alla dieta vegana
Un milione di italiani ha lasciato la dieta vegana, praticamente 2 su 3, e oggi l'esercito che ha messo al bando i cibi di origine animale sarebbe ridotta a 460 mila persone. 
Lo dice uno studio, elaborato sui dati Eurispes.
Tra i vegani, la cui quota sarebbe scesa dal 3% allo 0,9%, resistono di più le donne (68% del totale) 
e i giovani (2% degli italiani nella fascia di età 18-24 anni). 
Nei giudizi, invece, la scelta chi ha messo al bando i prodotti di origine animale divide gli italiani: il 49,4% la ritiene 
"radicale, fanatica e segnata dall'intolleranza", l'altra metà pensa che sia un'opzione rispettabile e anche ammirevole. 

Luglio 2018

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Dieta vegetariana, benefici maggiori

se ogni tanto si mangia carne

I massimi benefici di una dieta vegetariana arrivano quando ogni tanto si mangiano anche proteine animali. 
Questo il risultato di un importante studio condotto nei Paesi Bassi dall’Erasmus University Medical Center di Rotterdam. 
I ricercatori hanno analizzato i dati di quasi 10.000 persone con un’età media di 62 anni. 
I volontari sono stati messi sotto osservazione per molti anni.
In particolare gli esperti erano interessati all’indice di massa corporea, la circonferenza della vita e il peso in relazione all’altezza. 
Infine è stata calcolata anche la percentuale di massa grassa.
Il team ha creato un sistema a punteggi per categorizzare la quantità di cibi vegetali che venivano mangiati in relazione 
con quelli di origine animale. In pratica punteggio positivo per frutta e verdura e punteggio negativo per carne e pesce. 
Quindi più alto era il punteggio, maggiore era l’aderenza alla dieta vegetariana.
In primo luogo i ricercatori hanno confermato che chi aveva i punteggi più alti – quindi era più aderente alla dieta vegetariana – aveva un indice di massa corporea più basso. Stesso esito per la percentuale di massa grassa nel corpo.

Giugno 2018

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Con la dieta vegana meno gravi

i sintomi della menopausa 

Le donne che seguono una dieta vegana potrebbero avere meno sintomi, e comunque meno gravi, in menopausa, rispetto alle onnivore. A evidenziarlo uno studio coordinato da Cynthia Radnitz, della Fairleigh Dickinson University di Teaneck, in New Jersey. L’indagine è stata condotta su 429 donne, di cui 87 erano in perimenopausa, e di queste 30 erano vegane, e 342 erano in postmenopausa, di cui 95 erano vegane. Le donne avevano un’età compresa tra 45 e 80 anni e hanno risposto a un questionario su sintomi della menopausa, dieta e altri fattori di stile di vita come esercizio fisico, dipendenza dal fumo o se assumevano una terapia sostitutiva ormonale. Dai risultati è emerso che le vegane, che non mangiavano carne e latticini, valutavano i sintomi vasomotori un terzo meno gravi rispetto alle donne che mangiavano cibi di origine animale.
Inoltre, le vegane presentavano il 25% in meno di sintomi gravi, come dolori articolari e muscolari, letargia e problemi del sonno. In particolare, poi, un aumento del consumo di soia sarebbe stato associato a sintomi meno gravi, mentre mangiare una maggiore quantità di verdure è consigliabile per i sintomi vasomotori più fastidiosi e l’assunzione di verdure a foglie verdi sarebbe legata a una riduzione dei sintomi fisici.
Secondo gli autori, alcune stime evidenziano che tra il 60% e l’80% delle donne di mezza età ha vampate di calore 
e sudorazioni notturne durante la transizione della menopausa. Questi sintomi possono durare fino a quando le donne stanno avranno sessanta o settanta, anche se per la metà delle donne la durata è di circa cinque anni o meno.

Maggio 2018

Lo studio. Il latte di soia il più equilibrato

tra quelli vegetali

Il latte vegetale più equilibrato è quello di soia. E' quanto emerge da uno studio della Università McGill che ha analizzato quattro bevande: il latte di mandorla e quelli di soia, riso e cocco. Gli studiosi canadesi hanno confrontato le loro versioni non zuccherate su una porzione da 240 ml. 
Quello di soia è emerso come quello dal profilo nutrizionale più equilibrato: viene consumato per i benefici delle proprietà anti-cancerogene fornite dagli isoflavoni. Tra i contro, però, il retrogusto 
di fagiolo e la presenza di sostanze che riducono l'assunzione di nutrienti e la digestione. 
Il latte di riso ha un sapore dolce e pochi elementi nutritivi, può essere un'alternativa per i pazienti con problemi di allergia causati dai semi di soia o dalle mandorle. Di contro ha un alto numero di carboidrati e un suo alto consumo può portare a malnutrizione. 
Il latte di cocco, invece non ha proteine ma ha poche calorie. Può aiutare a ridurre i livelli del colesterolo cattivo, ma i suoi valori nutrizionali vengono ridotti se il prodotto viene conservato per più di due mesi. Il latte di mandorla, invece, ha un alto contenuto di acidi grassi monoinsaturi che consentono di ridurre e gestire il peso in eccesso. 
Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Food Science Technology.

Aprile 2018

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Vegani in via d’estinzione in Italia,

ma aumentano i vegetariani 

Il Rapporto Italia 2018 Eurispes accerta che scende il numero dei vegani in Italia, ma aumentano i vegetariani: sono oltre il 6% della popolazione. 
In Italia i vegani in cinque anni hanno avuto una crescita lenta, ma costante, che agli onnivori ortodossi ha fatto temere il peggio. Perché la causa vegana ha dalla sua ben più che una semplice preferenza alimentare, ed è invece emblema di una scelta di vita cruelty free che si traduce in una filosofia gastronomica intransigente verso ogni prodotto animale o derivato. 
Una dieta rigida, che oggi può contare anche su un buon numero di surrogati e molteplici suggerimenti e consigli per l’uso per non rischiare la ghettizzazione a tavola. Eppure, lo dice l’ultima indagine Eurispes nel 2017 il numero dei vegani in Italia è calato sensibilmente, interrompendo l’ascesa degli ultimi anni: solo lo 0,9%, oggi, rappresenta la categoria che consuma solo alimenti di origine vegetale, circa un terzo della quota registrata nel 2016. In tutto, dunque, i vegani convinti sarebbero qualche centinaio di migliaia di persone in tutta la Penisola, mentre i più moderati  – quelli che fino all’anno scorso avevano rinunciato non solo alla carne, ma pure a latte e formaggi, miele e uova – potrebbero aver abbracciato un regime alimentare meno restrittivo, passando alla causa vegetariana, che non a caso viene segnalata in leggero aumento, di poco superiore al 6% sul totale della popolazione nazionale. La grande famiglia dei vegetariani continua a ospitare pure chi opera scelte ancor più radicali e insolite, come i crudisti, i fruttariani e i cosiddetti raccoglitori, che mangiano solo ciò che cade dagli alberi, ma in piccolissime percentuali. Per il numero complessivo di vegetariani, nella fattispecie, c’è chi parla, dati alla mano, di un boom senza precedenti, dal 4,6 al 6,2% nell’ultimo anno. Diverse le motivazioni alla base della scelta: per la maggior parte dei vegetariani si tratterebbe di una decisione volta a migliorare il proprio stato di salute, mentre il 20% di loro cambia alimentazione per rispetto nei confronti degli animali. 
Solo il 3,8% trova una giustificazione nella salvaguardia dell’ambiente, ritenendo che eliminare i prodotti di origine animale possa avere un impatto positivo sulla tutela del territorio e del pianeta.

Marzo 2018

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Nasce il makeup 100% naturale per la donna vegana

E’ nato il primo make-up che raggiunge le performance di prodotti di ultima generazione utilizzando esclusivamente ingredienti di origine naturale.
Linea di Bottega Verde dedicata a chi ama i prodotti naturali, a chi cerca una sintesi perfetta tra risultato e rispetto e a chi è vegana: i cosmetici che compongono la linea, tutti dermatologicamente testati, sono vegan friendly e Nickel Tested. 
Mascara e matita sono stati anche sottoposti a test oftalmologico e sono adatti a occhi sensibili e portatori di lenti a contatto.
I prodotti della linea sono senza siliconi, parabeni, cessori di formaldeide, oli minerali.

Febbraio 2018

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Pediatri. La dieta "veg" sconsigliata ai bambini

La scelta di una dieta vegetariana è in auge tra le famiglie. E le richieste di menù veg nelle scuole sono in aumento.  Secondo i dati Eurispes relativi al 2016, il 4,6% degli italiani segue una dieta LOV (latto-ovo-vegetariana, che esclude carne e pesce) e il 3% quella vegana (che esclude tutti gli alimenti di origine animale). 
Nel 2014 i vegetariani erano il 6,5% della popolazione e i vegani lo 0,6%. Non esistono dati su quanti siano i bambini italiani che seguono queste diete. Si può supporre che una parte delle famiglie veg proponga la propria scelta alimentare anche ai figli. Una dieta esclusivamente (o quasi) vegetale nell’età evolutiva può comportare dei rischi? Il tema è stato trattato in un position paper (presa di posizione) pubblicato da Società italiana di pediatria preventiva e sociale, Federazione italiana medici pediatri, Società di medicina dell’adolescenza e Società di medicina perinatale. Le conclusioni cui è giunto il gruppo di lavoro, composto da 39 esperti e coordinato da Giuseppe Di Mauro e Margherita 
Caroli, sono chiare: «Le diete vegetariane (LOV e vegana, ndr) non supplementate devono essere considerate inadeguate a garantire un corretto sviluppo psicomotorio». Che cosa significa «non supplementate»? Secondo gli autori del documento, i bambini che seguono una dieta latto-ovo-vegetariana devono assumere integratori di vitamina B12, ferro, DHA (un grasso omega-3 presente in alcuni pesci e oli di semi) e in alcuni casi anche vitamina D, 
zinco e calcio; i bambini con dieta vegana hanno la necessità di integrare tutti questi nutrienti, senza distinzioni. Va anche valutato il raggiungimento ottimale dell’apporto proteico. Inoltre - scrivono i pediatri - «si raccomandano periodiche valutazioni dello status nutrizionale nei bambini e negli adolescenti».

Febbraio 2018


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Lasagne Veg di patate dolci

con ragù di ceci e spinaci

Ingredienti. Per il ragù: 250g di ceci lessati, 300 ml di passata di pomodoro, 4 foglie di alloro,1 spicchio d'aglio, rosmarino, timo, basilico, 2 cucchiai di soia, sale e pepe q.b., 1 cucchiaio d'olio.
Per le lasagne: 2 patate dolci, 200 g di spinaci, 400 ml di latte di soia, 25 g di farina, 2 cucchiai di olio evo,
2 cucchiai di olio di girasole, 1 cucchiaino di lievito, noce moscata, sale e pepe q.b.
Preparazione. Per il ragù. In una pentola versate l'olio evo, aggiungete l'aglio, l'alloro, il rosmarino tritato e il timo. Lasciate scaldare a fiamma bassa e fate poi soffriggere fino a che l'aglio sarà dorato. Nel frattempo
tritate grossolanamente i ceci, uniteli al soffritto, salate e pepate. Rimuovete l'aglio e aggiungete la passata di pomodoro e il basilico. Fate cuocere per 30 minuti a fiamma bassa e con un coperchio. Al termine eliminate le foglie d'alloro e condite con 2 cucchiai di soia.
Per le lasagne. In un pentolino riunite la farina, l'olio evo e l'olio di girasole. Mescolate bene con un cucchiaio e mettete sul fuoco. Quando è caldo versate il latte di soia caldo senza smettere di mescolare. Portate a bollore e lasciate cuocere per un paio di minuti. Condite la besciamella con sale, pepe e noce moscata.Sbucciate le patate e tagliatele a fettine spesse circa 3 mm.
Sporcate il fondo della teglia con un cucchiaio di ragù di ceci e un cucchiaio di besciamella. Formate un primo strato di patate dolci, uno strato di ragù, uno di besciamella e uno di spinaci già lessati. Ripetete 3 volte. Infornate le lasagne a 180 gradi per 35 minuti,
passando alla modalità ventilato gli ultimi minuti. Servite caldo.

Gennaio 2018

Il cece, legume ricco di proteine


Il cece è una pianta erbacea della famiglia delle Fabaceae. I semi di questa pianta sono i ceci, legumi ampiamente usati nell'alimentazione umana che rappresentano un'ottima fonte proteica. Il cece è la terza leguminosa per produzione mondiale, dopo la soia e il fagiolo; la coltivazione avviene principalmente in India e Pakistan. In Italia la coltivazione non è molto diffusa a causa delle basse rese e della scarsa richiesta; viene consumato principalmente in Liguria​.


Arrivano le prime linee guida

della dieta vegana

Una dieta vegana sulle orme di quella Mediterranea: arrivano infatti le linee guida italiane per l'alimentazione vegetariana, pubblicate sul Journal of the academy of nutrition and dietetics. Lo studio rappresenta una guida pratica per elaborare diete a base vegetale nutrizionalmente ottimali per l'adulto e la donna in gravidanza e allattamento.Gli alimenti scelti sono quelli derivati, dunque, proprio dalla tradizione mediterranea: cereali, cibi proteici come legumi e derivati, verdure, frutta, frutta secca e semi, olio d'oliva e di semi. Gli alimenti di origine animale come latticini e uova sono opzionali, vale a dire non necessari 
per il raggiungimento del fabbisogno quotidiano raccomandato dei nutrienti e, se consumati, il loro utilizzo va limitato. 
Il PiattoVeg, affermano gli autori, "mostra come sia assolutamente possibile un'alimentazione completamente basata sui vegetali, 
anche in gravidanza e allattamento, fornendo precise indicazioni sulle quantità di alimenti da consumare". Il fabbisogno di nutrienti è rappresentato graficamente da un piatto diviso nei sei spicchi corrispondenti ai sei gruppi alimentari fondamentali dell'alimentazione vegetariana. Per ogni gruppo è stata calcolata la quantità di cibo da assumere per soddisfare l'adeguatezza della dieta, 
indicata come numero di porzioni. Il 'piatto' ideale risulta così composto da cereali, cibi proteici vegetali (legumi, prodotti a base di soia e glutine, esclusi cibi proteici di origine animale), verdura, frutta, cibi ricchi di acidi grassi omega-3. 

Dicembre 2017

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Flexitariano, tanta verdura

e poche proteine

Dall'inglese flexitarian a sua volta composto dall'aggettivo flexible (flessibile) e vegetarian (vegetariano), il flexitariano è chi predilige di seguire un modello di alimentazione di tipo vegetariano, senza rinunciare ad alimentarsi sporadicamente di proteine animali. In buona sostanza, si tratta di vegani "non convinti" che almeno una volta a settimana non rinunciano ai piaceri della carne, insostituibile quando si è sotto stress e si deve assumere la giusta quantità di ferro attraverso l'alimentazione. I flexitariani dichiarati sono, oggi in Italia, il 21% della popolazione. Da qualche mese è arrivato in Italia  "Garden Gourmet", un brand che vanta 30 anni d’esperienza in questo ambito, arriva in Italia puntando sul gusto e la varietà, due esigenze  fondamentali di coloro che scelgono prodotti vegetali.
Il termine “Garden” richiama l’anima green del brand e le verdure fresche e gustose come principale ingrediente. 
Il sostantivo Gourmet indica invece la ricerca costante di un gusto unico che permetta ai consumatori che scelgono questo tipo di dieta,  di non rinunciare al piacere della buona tavola”. Preparati solo con ingredienti che si conoscono, come si legge nelle etichette,  in Italia la gamma comprende diverse categorie proprio nel nome della varietà, una necessità impellente per una popolazione che ama cucinare e portare ogni giorno a tavola un piatto diverso.

​Dicembre 2017

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E' nato l'uovo "vegano"

con ingredienti vegetali 


Ha l'aspetto e le caratteristiche organolettiche di un uovo sodo di gallina, ma è interamente prodotto con ingredienti di origine vegetale.
L'"uovo vegano", brevettato dall'Università di Udine, si presenta come un prodotto pronto al consumo, adatto a quanti seguono una dieta vegana, ma anche utili per chi soffre di ipercolesterolemia o celiachia, essendo privo di colesterolo e glutine.
L'invenzione la si deve a quattro studentesse del corso di laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari dell'ateneo friulano, Francesca Zuccolo, Greta Titton, Arianna Roi e Aurora Gobessi, ed è frutto di un anno e mezzo circa di sperimentazione nei laboratori del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali. 
A breve il brevetto inizierà il percorso di commercializzazione, con la presentazione alle aziende potenzialmente interessate ad acquisire il procedimento per ottenere questo nuovo prodotto alimentare.
L'uovo vegano è interamente costituito da ingredienti di origine naturale e vegetale, per lo più proteici, in particolare farine di diversi legumi, oli vegetali, un gelificante e un sale speciale. È un prodotto refrigerato, pronto al consumo, da mangiare in insalata o in abbinamento a diverse salse.

             Cos'è la macrobiotica


Non è una dieta, ma una dottrina e scienza della ‘lunga vita’, d'origine orientale, che ha per scopo la conquista di un perfetto equilibrio tra spirito e corpo, ottenibile spec. con diete a base di cibi vegetali, non raffinati né conservati industrialmente.

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Mangiare verdura a cena migliora

il rendimento scolastico


Mangiare regolarmente verdure a cena migliora il rendimento scolastico, come viene misurato in Australia dal test detto Naplan (National Assessment Program - Literacy and Numeracy) che valuta ogni anno in modo standard gli alunni di tutte le scuole secondarie. Lo indica una ricerca dell'University of Newcastle, secondo cui le verdure nella dieta hanno un effetto significativo nei risultati scolastici in tutte le materie, salvo in matematica.


Lo studio guidato dalla specialista di prevenzione delle malattie cardiovascolari Tracy Burrows, della Scuola di scienze della salute dell'ateneo, è pubblicato sulla rivista Appetite.

Vi hanno partecipato 4200 alunni delle diverse classi secondarie e i dati sono stati aggiustati per tenere conto del background sociale e del genere dei giovani. I dati indicano anche che mangiare almeno due frutti al giorno si associa con voti più alti nello scrivere. Al contrario, lo zucchero e le bevande dolci sono associati a voti più bassi, in particolare nella lettura.

La studiosa rileva che le connessioni fra dieta e rendimento accademico richiedono ulteriori ricerche. Tuttavia, aggiunge, una spiegazione è che frutta e verdure influenzano l'attività neurologica, promuovendo una migliore funzione cognitiva.

La bevanda fatta da noi


Acqua di cetriolo, limone e zenzero. E' una bibita rinfrescante e aiuta a bruciare i grassi. Bastano un limone, un cetriolo e qualche dischetto di zenzero, oltre a un litro e mezzo di acqua. Spremete il limone nell'acqua e frullate il liquido insieme allo zenzero e al cetriolo fino a quando non otterrete un liquido denso. Il cetriolo ha poche calorie ed è ricco di acido tartarico, alla base dell'inibizione della trasformazione dei carboidrati in tessuto adiposo; il limone è noto per la sua attività disintossicante e depurativa; lo zenzero, innalza leggermente la temperatura diminuendo la sensazione di appetito.

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Ricette

Polpette di zucca e sesamo integrale


Ingredienti. 6 cucchiai di pane grattugiato, 250 grammi di zucca cotta al forno e ridotta in purea,

3 cucchiai di fecola di patate, 1 cucchiaio e mezzo di semi di sesamo integrale nero o bianco, 1 cucchiaino di prezzemolo secco, 2 cucchiai di farina di riso bio (per la panatura), 10 cucchiai di farina di ceci bio.

Preparazione.  Tagliate la zucca a pezzi e mettetela in forno per 15 minuti così da poterla pelare con facilità e rendere la sua polpa più morbida. Togliete la buccia e schiacciatela con una forchetta o del mixer.

In una terrina aggiungete gradualmente la farina di ceci, la fecola di patate e il pangrattato mescolando accuratamente fino ad ottenere un composto omogeneo dalla consistenza pastosa da lavorare a mano. Pepate, salate e aromatizzate con il prezzemolo secco e, a piacere, con dell’aglio in polvere. Potete unite i semi di sesamo integrale nell'impasto e continuate a mescolare per amalgamare bene il tutto.

Prelevate delle piccole quantità di composto e lavoratele fino ad ottenere delle palline che ripasserete nella farina di riso per la panatura. Friggete in una padella con olio già caldo da tutti i lati per 4-5 minuti.

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